Portici di Bologna

Candidati come “patrimonio dell’umanità” UNESCO, i portici sono uno dei simboli di Bologna. Se immaginassimo di sorvolare la città dall’alto non li noteremmo nemmeno; eppure, si snodano per quasi 40 km solo nel centro storico.

Anche la sede dell’agenzia di Ti Traduco Bologna è avvolta dai coloratissimi portici di via Collegio di Spagna.

I portici nacquero quasi per caso, probabilmente nell’alto medioevo, allo scopo di aumentare la cubatura delle case. I piani superiori venivano ampliati attraverso la creazione di una sorta di sporgenza sorretta da travi in legno massiccio, i cosiddetti “sporti”, le cui dimensioni aumentarono a tal punto da rendere necessaria la costruzione di colonne di sostegno per impedirne il crollo. Ed ecco che sorsero i portici. Riparo dal sole e rifugio nei giorni di pioggia, isolavano i pianterreni dalla sporcizia delle strade, consentendo inoltre l’espansione di attività commerciali e artigianali. Nel 1288, un bando comunale stabilì che tutte le case dovessero essere munite di portici, determinandone la massiccia espansione. Inizialmente in legno, a partire dal 1568 cominciarono ad essere eretti in laterizio o pietra.

Molteplici sono le curiosità legate ai portici bolognesi. Il portico di Casa Isolani, ad esempio, è uno dei pochi esempi superstiti delle costruzioni civili bolognesi del XIII secolo in stile romanico-gotico. In legno di quercia, è famoso per la leggenda delle tre frecce, che si ritiene siano conficcate nell’alto del suo soffitto ligneo e che i passanti si divertono a tentare di individuare. Il Portico di San Luca, invece, è il più lungo del mondo. Con i suoi 3.796 metri, si snoda dall’Arco Bonaccorsi a Porta Saragozza fino alla cima del Colle della Guardia, dove si erge il Santuario della Madonna di San Luca. Nelle giornate più miti, frotte di bolognesi e turisti affollano le sue 666 arcate per raggiungere in pellegrinaggio il santuario; arrivati alla meta, la vista mozzafiato sulla città si rivela un’ottima ricompensa dopo la scarpinata. Un altro record è quello detenuto dal portico del Palazzo arcivescovile di via Altabella: costruito alla fine del XIII secolo, è il più alto della città e sfiora quasi i 10 metri. Il portico più largo è quello della Basilica di Santa Maria dei Servi, in via dei Bersaglieri. Il suo arioso quadriportico richiese quasi 500 anni di lavori ed è particolarmente apprezzato dai bolognesi durante i mesi estivi, durante i quali offre un fresco riparo dall’afa padana. Via Saragozza, invece, vanta il portico più stretto, di appena 95 cm.

Passeggiare sotto i portici bolognesi è un’esperienza unica e suggestiva: creando incantevoli giochi di luci e ombre e interessanti fughe prospettiche, essi regalano un punto di vista sempre differente sulla città. Dall’imponente Portico del Pavaglione all’antico Portico degli Alemanni, passando per l’affollatissimo portico di via Indipendenza dalle mille vetrine colorate, questi giganti architettonici occupano un posto speciale nel cuore di ogni bolognese e sono ciò di cui più si sente la mancanza nel visitare un’altra città (salvo, forse, un buon piatto di tortellini).

 

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