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Certificato di carichi pendenti estero

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Il certificato di carichi pendenti e il certificato generale del Casellario Giudiziale sono fra i documenti più richiesti per uso estero.

Occorre sapere che ai fini dell’utilizzo del certificato di carichi pendenti o del Casellario in un paese estero, il certificato originale dovrà essere opportunamente apostillato o legalizzato e ciò è competenza dell’ufficio della Procura della Repubblica, presso il Tribunale che ha emesso il certificato.

La richiesta potrà essere fatta personalmente o delegando al ritiro con relativa delega e copia della carta di identità.

Il certificato dei carichi pendenti e il casellario hanno validità 6 mesi.

Per la richiesta del certificato dovranno allegarsi una marca da bollo da €3,87 e una marca da bollo da €16 ogni 2 pagine di certificato. In caso di urgenza sarà da pagarsi anche il diritto d’urgenza con un’ulteriore marca da €3,87. Le marche da bollo si acquistano in qualsiasi tabaccheria.

Il servizio di traduzione legalizzata seguirà un iter separato di cui si occuperà il traduttore giurato che avrà tradotto e anche in questo caso, l’asseverazione richiede l’acquisto di marche da bollo che, però, variano a seconda dei diversi tribunali. Il traduttore non risponde dei contenuti del certificato tradotto, ma assume la responsabilità dei contenuti della corretta traduzione che giurerà davanti a un pubblico ufficiale, cancelliere o giudice di pace. Tali funzionari dovranno avere la firma depositata per l’estero in modo da poter legalizzare successivamente o apostillare anche la traduzione con validità per il paese di destinazione. Nel caso della Legalizzazione per l’estero, potrebbe essere necessaria anche la legalizzazione presso la rappresentanza diplomatica o consolare dello stato richiedente, ciò dipende da leggi nazionali, per cui è bene documentarsi previamente presso i relativi consolati o ambasciate.

L’Apostille dell’Aja, invece, è una convenzione che limita tale obbligo all’apposizione del timbro presso la Procura e non richiede il passaggio presso le autorità consolari, semplificando il movimento di tali documenti. Non hanno scadenza nè l’Apostille nè la Legalizzazione, ma invece, potrebbero avere scadenza i documenti anagrafici o certificati legalizzati o apostillati. Tuttavia, sono previste novità dal 16 febbraio 2019 quando si applicherà il Regolamento UE 2016/1191 che prevede un’esenzione generalizzata da legalizzazione e formalità analoghe estesa a tutti i paesi della comunità europea.

Al fine di ottenere documenti certificati è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati esperti nelle pratiche di traduzione e legalizzazione dei documenti ad uso estero, poiché errori o dimenticanze nelle traduzioni, omissioni nei documenti o la mancanza dell’adeguata legalizzazione possono causare il respingimento della pratica per cui sono stati richiesti.

Apostille dell’Aia, Che cos’è?

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La Convenzione dell’Aia, (Convention de La Haye du 5 octubre 1961), è un accordo stipulato tra vari Paesi, aderenti alla Comunità europea e non. Si tratta di un elenco in possesso della Farnesina, in costante aggiornamento. Questo accordo serve per garantire la legalizzazione e la validità di determinati documenti in un Paese estero. I documenti previsti dall’accordo sono pertanto tradotti in un’altra lingua rispetto all’originale. Si apostillano: documenti firmati da un funzionario dello Stato o Cancelliere, documenti amministrativi, atti notarili e anche le dichiarazioni ufficiali. La Convenzione non è però valida per i documenti redatti da agenti diplomatici o consolari e per i documenti amministrativi riguardanti operazioni doganali o commerciali. La Convenzione dell’Aia prevede un timbro. L’Apostille dell’Aja è un’attestazione ufficiale che serve innanzitutto per verificare l’autenticità della firma, il titolo e/o il timbro del firmatario del documento tradotto. In Italia i funzionari che possono rilasciare una Apostille sono il Procuratore della Repubblica e i Prefetti, ma ogni Stato può designare le autorità in grado di emettere l’apostilla su un documento. L’Apostille non certifica il contenuto del documento. Si può definire come un’autentica di firma ed è utilizzata esclusivamente per legalizzare atti o documenti pubblici, non privati (a meno che essi non vengano in seguito modificati e resi pubblici). L’Apostille serve in particolare ad evitare la legalizzazione del documento in questione presso l’ambasciata o il consolato dello Stato ricevente il documento. Generalmente, l’Apostille viene apposta sull’ultima pagina e segue una struttura predefinita e comune a tutti gli Stati. Essa specifica lo Stato, il nome, il timbro e la carica del firmatario, la data e il luogo in cui il documento in questione è stato redatto. Tutti questi contenuti devono essere fedelmente tradotti nella lingua dello Stato in cui andrà presentato il documento. La traduzione da farsi sarà una traduzione giurata, presso un Tribunale della Repubblica o un Giudice di pace. In alcuni stati esteri, le traduzioni giurate vengono firmati dal notaio. In Italia la traduzione giurata, o pratica di asseverazione, legalizzazione e Apostille si effettua davanti al pubblico ufficiale preposto. I Tribunali, i consolati e le ambasciate sono in possesso di elenchi di traduttori giurati e del deposito delle firme dei funzionari che potranno provvedere alle legalizzazioni valide per l’estero. Ti Traduco lavora con traduttori iscritti agli elenchi dei Tribunali di tutta Italia e riceve i documenti da tradurre presso le tre sedi di Rimini, Bologna e Roma. I documenti legalizzati possono essere anche recapitati a distanza previo accordo con l’agenzia di traduzioni per mezzo email o da accordi telefonici.

La traduzione giuridica, competenze e formazione.

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La traduzione giuridica richiede competenze professionali eccellenti nella lingua di arrivo e nella lingua di partenza. L’interpretazione delle leggi, sia estere che dell’ordinamento italiano, e l’adattamento dei termini legali è complesso. Usare traduttori online o comuni mezzi di traduzione veloce induce in gravi e banali errori. La traduzione legale esige, ancor più di altre, ragionamento, riflessione e preparazione. La formazione di un traduttore in materia legale si basa, oltre che sulla conoscenza perfetta della lingua, di carattere grammaticale e stilistico, che su studi indirizzati e specifici in materia di giurisprudenza. Il traduttore legale si occupa abitualmente della traduzione di atti, divorzi, procure, compravendite, contratti. Tradurre atti giudiziari, sentenze del Tribunale, sentenze della Comunità Europea, e commenti a sentenze o articoli di giurisprudenza, richiede un intenso lavoro di ricerca e scrupolosa attenzione. Inoltre, la traduzione legale è strettamente legata alla legalizzazione dei documenti asseverati e al giuramento delle traduzioni stesse e alle apostille. È insita nella traduzione giurata l’assunzione di responsabilità sul contenuto dei testi tradotti e sulle scelte compiute. Avvocati, professionisti nell’ambito legale e giuristi si avvalgono quotidianamente del servizio di traduzione specializzata fornito da Ti Traduco ed esiste una particolare sinergia con gli studi notarili, studi legali e associati di Rimini, Bologna e Roma che da anni ricevono la consulenza dell’agenzia in materia di traduzione giurata. La traduzione legale non ha limiti per l’agenzia di traduzioni che spesso si è occupata di casi di traduzione in lingua thailandese, urdu e farsi. Tuttavia, per la traduzione legale, è utilizzata sempre più la lingua inglese. Si traducono atti legali dalla Russia, documenti giuridici dalla Cina, atti che provengono da comuni della Comunità Europea o casi più complessi di paesi della ex Unione Sovietica che vanno spesso valutati singolarmente a causa della legislazione particolare di ogni Stato e soprattutto dalle condizioni politiche attuali nei vari Paesi del mondo. Purtroppo, conflitti e guerre coinvolgono anche lo spostamento di documenti nelle varie Ambasciate e Consolati che non sempre possono intervenire per l’emissione di documenti ai fini della traduzione e della legalizzazione.

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