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La mia vita, un viaggio pericoloso. Biografia di un emigrato riminese di successo.

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Quando la vita è vissuta con passione può diventare un interessante argomento di lettura. Se, poi, a scrivere è lo stesso protagonista, i colori del racconto creano intrighi e la lettura diviene una curiosa scoperta. Oreste Edgardo Mazzocchi, “Gardo”, figlio di un sarto della provincia di Rimini, con una narrativa semplice, ma con la tipica veracità romagnola, narra scorci della tradizione riminese negli anni della guerra e i momenti più vitali della ricostruzione e della “dolce vita”. Fotografie del quotidiano comuni a gran parte delle provincie italiane nella prima metà del Novecento. Gardo ci guida attraverso gli eventi che hanno costellato la sua vita con umorismo e umanità, condividendo pensieri e sentimenti in un succedersi continuo di episodi. Emigrato in Inghilterra per fare pratica nella ristorazione, diviene un manager affermato. Nella sua biografia descrive tutto il suo percorso personale dagli anni dell’infanzia nelle campagne di Rimini, alle varie fasi della carriera all’estero, sempre in crescita, narrando episodi personali e incontri con personaggi descritti quali “caratteri” di un’opera teatrale, in situazioni anche avventurose. Il libro è dedicato alla moglie inglese. Sarà suo figlio a convincerlo a raccontare la sua storia, proprio quando le varie malattie che lo colpiscono troppo presto, diverranno quasi le uniche compagne di vita. Lotta contro i problemi di salute e scrive, cercando di esorcizzare i mali, uscendone vincente.  La peculiarità di queste memorie, tradotte per la prima volta in Italia da Ti Traduco e ancora in fase di stampa, è che il manoscritto originale, ebbe una prima stesura in lingua inglese, divenuta quasi la sua prima lingua ed era rivolto ad un pubblico britannico. Il titolo originale è “My life… a perilous journey”. La traduzione ha richiesto perciò un riadattamento, seguendo una seconda versione in lingua italiana, nell’intenzione di recuperare la scrittura più autentica dell’autore ricca di sfumature locali che affascineranno il lettore romagnolo. “La mia vita…un viaggio pericoloso” è uno dei tanti titoli tradotti da Ti Traduco negli ultimi anni, poiché sempre più autori indipendenti desiderano accrescere il loro pubblico consapevoli che una buona traduzione editoriale possa raggiungere un numero più vasto di lettori che amano la ricerca di scrittori ancora poco noti e da scoprire.

Traduzione editoriale. Temi d’autore.

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L’editoria è uno dei settori più amati dal traduttore. Così come lo scrittore ama scrivere, i traduttori ambiscono a tradurre lo scrittore e immedesimarsi nei segreti della scrittura, traducendo. Se è vero che il traduttore non avrebbe professione senza lo scrittore, la scrittura non avrebbe potuto varcare i confini delle lingue esistenti, senza un buon traduttore. Sono aperti i dibattiti sulla possibilità o meno che una traduzione rispetti fedelmente il testo come desiderato principalmente dallo scrittore e subito dopo dal lettore. Gli scritti accademici in materia proliferano. Grandi autori di ogni epoca si sono cimentati nella traduzione letteraria, anche per migliorare la propria conoscenza linguistica, lasciandoci traduzioni di enorme pregio che tutt’ora ricerchiamo e leggiamo.

Quando un traduttore editoriale riceve l’incarico di tradurre un autore vivente l’incontro con l’autore è fondamentale per dare il preciso stile alla traduzione del romanzo. La qualità di un lavoro di traduzione incide decisamente sulla scelta del lettore e sul suo gusto. Nulla più di un libro è fatto di parole, di suoni, di combinazioni liriche di immagini e se tutto ciò non corrisponde alla precisa scelta dello scrittore, l’opera d’arte può svanire. E’ proprio questa la sensazione che forse ognuno ha avuto qualche volta, leggendo i testi dei propri scrittori preferiti in lingua originale. Ricorderete senz’altro la sensazione speciale della scoperta della lettura leggendo in lingua originale il vostro libro preferito. Proprio questo è l’ostacolo più complesso per chi traduce. Un traduttore professionista deve stupire esattamente come uno scrittore di successo.

La scrittura di un libro può richiedere anni. Una traduzione non può essere svolta senza dare al testo il giusto tempo per manifestarsi, per cogliere i tempi di un libro e perfino le esitazioni di un autore, occorre tempo. Eppure, siamo nell’era in cui anche e soprattutto il pensiero deve essere veloce, tutto si svolge in fretta. Si scrive velocemente, si pensa senza riflettere e si commissionano traduzioni meccaniche. Così si dimentica il senso stesso dello scrivere e dell’arte e la professione del traduttore si svilisce perdendo qualità. E la qualità di una buona traduzione è proprio nella ricerca paziente, pensata, riflettuta di un termine. Una bella parola può cambiare il punto di vista del lettore.

Ti Traduco conta numerose traduzioni di testi di letteratura, autobiografie e romanzi autoprodotti. La maggior parte dei romanzi si traduce in lingua inglese. Gli articoli per le riviste, le interviste, le pubblicazioni economiche spesso sono rivolti al mercato americano, ma nel mondo della cultura e negli ambienti universitari si preferisce ancora la divulgazione in lingua britannica mentre le richieste di traduzione di testi in altre lingue sono di minor rilevanza. Cresce, invece, il mercato degli ebook e di conseguenza anche la lettura digitale dei libri tradotti che escono dalle librerie e varcano ancora più facilmente tutti i confini attraverso l’uso del web.

Storia di una traduzione. Giallo Van Gogh.

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Dal 7 giugno Giallo Van Gogh è in tutte le librerie, pubblicato dall’Asino d’oro Edizioni di Roma, con traduzione di Maria Letizia Fanello, un romanzo che ripercorre gli ultimi due anni di vita del celebre pittore e che si basa sulla teoria di due storici dell’arte americani secondo cui l’artista non si sarebbe suicidato, ma sarebbe stato ucciso accidentalmente.

Il testo originale, in lingua francese dal titolo Vincent qu’on assassine, è stato scritto da Marianne Jaeglé e ha riscosso molto successo tra i lettori d’oltralpe e gli appassionati della pittura di uno dei più celebri pittori di tutti i tempi.

Le pagine dell’opera alternano avvenimenti biografici, pensieri personali dell’artista e descrizioni di quadri, offrendoci una rappresentazione del pittore a tutto tondo, con un finale inatteso, diverso da quanto finora è stato detto o pensato sulla vita e l’arte del pittore olandese.

Il libro in lingua italiana è stato presentato a Roma in presenza dell’autrice che ha spiegato i motivi e il lavoro di documentazione richiesto per la stesura di questo romanzo. Illuminanti sono state le numerose biografie di Van Gogh e le accurate lettere spedite da quest’ultimo al fratello Theo, in lingua francese, grazie alle quali è stato possibile tracciare non solo gli avvenimenti significativi dei suoi ultimi anni, ma anche i pensieri che li hanno accompagnati. Se Vinçent Van Gogh non si fosse dedicato alla pittura, avrebbe potuto eccellere nella scrittura, per il suo animo complesso, la capacità descrittiva e la cura nell’espressione della propria interiorità che confessava al fratello in ogni sua lettera, come in un diario.

Il compito del traduttore non è mai facile. Sceglie di rimanere nell’ombra per prestare le proprie parole agli scrittori e far sì che delle loro opere possano approfittarne anche persone di altre nazionalità.

Il suo è un vero e proprio atto di creazione che deve permettere al lettore della lingua di arrivo di immergersi nell’atmosfera dell’opera proprio come farebbe in lingua originale.

Come ci spiega la nostra traduttrice, Mara Letizia, responsabile della sede di Ti Traduco a Roma, si tratta di un lavoro a tappe, che non deve prescindere da un’attenta lettura e analisi del libro di partenza, di cui è necessario individuare lo stile, la struttura e il linguaggio. Le scelte traduttive che andranno fatte successivamente dipendono infatti da questa prima fase, in cui il traduttore stabilirà come impostare il proprio lavoro nel rispetto assoluto dell’opera originale.

In questo caso, l’attività traduttiva si è concentrata soprattutto sulla struttura del discorso e sulla musicalità, in quanto il linguaggio utilizzato dall’autrice è sì raffinato, ma allo stesso tempo è semplice e privo di espressioni particolarmente auliche.

In merito alla struttura del testo, il discorso costruito dall’autrice, Madamme Jaeglé, è spesso paratattico, frasi brevi e intervallate da punti, ed è su questo aspetto che il lavoro si è concentrato maggiormente in quanto in italiano questo tipo di costruzione rischia di intaccare il ritmo e la musicalità, rendendoli forzati e innaturali.

Il rispetto della ritmicità della lingua di arrivo ha richiesto quindi un rimaneggiamento della sintassi, senza nulla togliere al senso ovviamente, che ha permesso di restituire al lettore italiano un linguaggio a lui più “confortevole” e naturale.

Tale approccio è detto addomesticante, che tende cioè a trasformare certi aspetti sintattici o lessicali per rendere così la traduzione precisa, ma più vicina alla lingua e alla cultura di arrivo.

È chiaro quindi che quando si affronta una traduzione, a differenza di quanto si possa pensare, le variabili da prendere in considerazione sono molte, perché oltre che con la componente linguistica, il traduttore deve fare i conti anche con altre caratteristiche, proprie di ogni lingua.

Il risultato finale di questo lavoro di traduzione, ci spiega ancora la traduttrice del libro, che spera i lettori possano cogliere, vuole essere un quadro in cui viene mostrata non solo la vita di Vinçent Van Gogh, ma anche la sua sfera interiore, i suoi pensieri e i suoi dolori, proprio com’era nell’intento di Marianne Jaeglé quando ha concepito il suo romanzo.

 

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